(66thand2nd)
È un esordio molto scorrevole, ma al tempo stesso molto complesso per le dinamiche familiari che affronta.
Siamo a Trinidad in compagnia di una famiglia modesta: papà Clyde è un gran lavoratore, mamma Joy è casalinga e poi ci sono due gemelli, Peter, brillante, vivace e intelligente (lui è il “golden child”, il ragazzo d’oro, colui sul quale si può - si deve?! - scommettere) e Paul, un ragazzo che viene considerato da tutti, genitori in primis, "ritardato" a seguito di complicazioni legate al parto, ma che forse è solo taciturno, non convenzionale, probabilmente dislessico, insomma mi piace definirlo un ragazzo dotato di un’intelligenza semplicemente diversa, ma non inferiore, rispetto al fratello. Eppure questa rimane solo l’idea del lettore, perché la percezione nel suo ambiente è che sia lento e deficitario intellettivamente. Comunque, un giorno Paul scompare. A questo punto, come melma che affiora, emerge la famiglia con tutta la sua intrinseca fragilità che viene posta davanti a un sacrificio immane e sconvolgente dal punto di vista etico. Cosa è disposto a fare un genitore per i propri figli? Fino a che punto il sacrificio è lecito? Dove si può spingere l’ambizione di una madre o di un padre?
Vi assicuro che questo libro è intensissimo, a volte soffocante, a tratti claustrofobico.
A me ha devastato emotivamente: mi hanno straziato i genitori, ma anche Peter e il tenero Paul che solo ha la colpa di essere un po’ più lento rispetto al fratello. La tenerezza che ho provato mi ha fatto commuovere seriamente.
Ma lo rileggerei altre dieci volte.
Consigliatissimo!
VOTO DA 1 a 5: 5
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