Partito come un self-published book, questo libro è poi diventato letteralmente virale, scalando addirittura le classifiche di molti Paesi, compresa l’Italia.
Mi sono incuriosita e l’ho letto per capirne le motivazioni.
È presto detto.
È un thriller, ma è più di un thriller.
È un gioco di specchi, ma è più di un gioco di specchi.
È un romanzo psicologico, dotato di grande suspense che, al di là della trama in sé, propone riflessioni sul legame mamma-figlia, sulle dinamiche familiari, sul binomio vita e letteratura e tanto altro.
Ecco perché in Àncora Store non me la sono sentita di metterlo nel reparto gialli, ma nella narrativa, perché senz’altro piacerà anche alle mie amiche lettrici non particolarmente amanti del genere giallo in senso stretto.
La lettura è scorrevolissima, si tratta di un vero e proprio page-turner, anche perché il meccanismo narrativo è magistralmente tenuto e invoglia immediatamente a “vedere cosa succede”.
La trama: una scrittrice di fama mondiale muore. Si ipotizza una caduta durante una passeggiata nel bosco; ma è realmente questa la causa della morte di Elizabeth Casper? O il misterioso incidente nasconde dell’altro, che forse qualcuno vuole mantenere segreto? In questa storia la figlia, Mackenzie, è costretta a confrontarsi con una verità scomoda.
Consigliatissimo.
Libraia Fra
VOTO DA 1 A 5: 4
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