Leggerezza, dolcezza, tenerezza sono tre parole che userei per raccontare questo libro.
Mi sono trovata a immedesimarmi con ciascuna delle protagoniste, delle cui vite vediamo alcuni scorci: con Maria, una donna giovane, ma già madre di tre figlie, con un passato turbolento e una perpetua sensazione di tristezza, con Anna che fa le prime esperienze con l’amore e con l’amicizia vera, le gioie che portano, ma anche le delusioni, con Vitina e la sua passione per il canto, ma anche la sua voglia di crescere forse troppo in fretta, con Pupetta, la più piccola, che non ha mai paura di dire quello che pensa e quello sguardo ancora incontaminato da bambina, che non vede come un adulto le differenze culturali con le altre persone.
Ispirandosi alla storia della madre l’autore racconta la vita degli italiani tra il 1959 e il 1960, infatti mi sono trovata catapultata in una Tunisi multiculturale, ma dal forte sapore siciliano. Vengono mescolati ricordi familiari e aneddoti, in una storia che accomuna molti italiani. È appassionante soprattutto vedere come culture e religioni così diverse possano coesistere in un’unica città: italiani, francesi (che hanno comandato fino a quel momento), tunisini, ebrei e maltesi. Una città vivace dove però inizia a percepirsi un cambiamento, un’aria non più di convivenza serena. Con l’indipendenza della Tunisia infatti per molti si avvicina il momento della partenza e per quelle persone, che nonostante le differenze quel luogo era comunque casa, si tratta di un vero e proprio sradicamento.
Con la situazione attuale nel mondo questo finale, con queste partenze forzate, è risultato molto contemporaneo.
Il rapporto tra le protagoniste è messo in scena senza filtri, tra difficoltà e solitudini, che si riducono un po’ quando sono insieme. Quando Anna scopre il più grande segreto di sua madre, la vede per la prima volta per quello che è, una ragazza che ha fatto e continua a fare sbagli, che nasconde le debolezze dietro una maschera di forza.
È questa il vero punto centrale del libro, mostrare come l’unione di queste ragazze sia ciò che le tiene a galla, soprattutto nel momento dell’incertezza dovuta alla partenza. Alla fine di tutto hanno l’un l’altra.
Quello che mi ha un po’ delusa del libro è questo perenne senso di attesa, questo scorcio sulle loro vite ha creato una aspettativa. Il libro scorre piacevolmente, ma era avevo sempre la sensazione che dovesse succedere qualcosa di grande che non arrivava mai. In questo senso il colpo di scena finale, che non svelo, è ben riuscito, ma mi è sembrato in ritardo.
VOTO DA 1 A 5: 3
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